Le immagini appartengono alla serie Children's places.Places for children, progetto in corso che esplora il modo in cui i più giovani si relazionano ai luoghi che li circondano.
I bambini crescono nelle strutture costruite dall'adulto e la loro capacità di crearsi degli spazi ludici è strettamente correlata a queste. Esistono luoghi deputati ai bambini ma anche altri luoghi, estranei al mondo degli adulti, che i ragazzi scoprono per sé.
Se i primi sono espressione del modo in cui la società concepisce l'infanzia, i secondi raccontano l'esperienza più diretta e profonda che viene fatta dei luoghi.
In entrambi i casi il modo in cui i bambini fanno esperienza di uno spazio è molto diversa rispetto a quella degli adulti: se nell’età adulta si utilizzano principalmente la logica e la razionalità per capire il mondo circostante, per il bambino si tratta, invece, di una profonda interazione fisica. I bambini permettono al loro corpo di esplorare lo spazio con lo scopo di capirlo e conoscerlo e lo strumento privilegiato che utilizzano è il gioco. L’attività ludica viene così estesa a luoghi che non sono stati designati appositamente per questo e si combina alle strutture e agli schemi dell’adulto, anche quando questo non ne è consapevole.
Nella scelta del proprio microcosmo, inoltre, i ragazzi dimostrano di avere un'attitudine ben specifica, che li porta ad individuare degli spazi non sulla base di un valore estetico, ma in quanto questi diventano “importanti, sacri” in funzione al gioco.
Questi luoghi, spesso ai margini del mondo adulto, come edifici fatiscenti o in costruzione, terreni incolti o abbandonati, permettono ai bambini di trovare libera espressione della propria identità e di provare un senso di potere nei confronti dello spazio.

 

 

Dimensione immagini:  41x50cm

 

 

 

All images belong to the series Children's places.Places for children, an ongoing project which explores how children and youths relate to the places that surround them.
Children grow up within the structures of adults and their ability to create their own spaces is therefore dependant on the former. There are places specifically assigned to children but there are also other informal spaces, often ignored by adults, which children make their own. The former as well as being important to the child, are also indicative of the way children are conceived by adults in our society whilst the latter often tell of the deeper and more direct experience the child has of those places.
In either case, the way a child experiences a place is very different from that of an adult. An adult comprehends the world around them mainly through rationality and logic as opposed to the intense physical interaction which characterizes the child’s experience. Children use their own bodies to explore spaces in order to get to know and to understand them and they typically do this through play.
In this way, child’s play is extended to places which were not purposely built for this kind of activity and this interaction with adult structures takes place even when adults may be unaware.
In fact, children display a typical attitude when choosing their own microcosm in that they do not select their play areas according to their aesthetical value but render them “important, sacred” through the play itself.
These places such as derelict buildings or construction sites, barren or deserted stretches of land, are often found on the borders of the adult world and enable uninhibited expression of the child’s own identity and reward them with a sense of empowerment within those spaces.

 

Images dimensions: 41x50cm